Pomodori e verdure allo iodio: li sperimenta l'ateneo pisano
In occasione della giornata europea della tiroide. Ecco come prevenire le disfunzioni. Pinchera: "Presto in arrivo sulle tavole degli italiani questi nuovi prodotti"
Pomodori e carote arricchiti allo iodio. Li stanno sperimentando i ricercatori dell'università di Pisa in collaborazione con altri atenei e presto potranno debuttare sulle tavole degli italiani. Lo spiega il professor Paolo Vitti, ordinario di Endocrinologia all'università di Pisa e segretario dell'Ait (Associazione italiana tiroide). Il 25 maggio è la prima giornata europea della tiroide, una campagna di informazione per incentivare una regolare assunzione di iodio la cui carenza rappresenta una delle prime dieci emergenze di salute del pianeta, attraverso un'alimentazione corretta.
L'iniziativa è promossa dall'AIT, Associazione italiana tiroide, in collaborazione con ETA, European Thyroid Association e ICCIDD, International Council for the Control of Iodine Deficiency, con il Patrocinio del Ministero della Salute.
"Nel nostro Paese lo iodio contenuto negli alimenti è in quantità non adeguate e perciò la popolazione è esposta a rischio di carenza di questo nutriente. Il 10% degli italiani ha gozzo con o senza noduli" spiega il Professor Aldo Pinchera, coordinatore Europa Centrale e Occidentale ICCIDD, Presidente AIT e docente di Endocrinologia all'università di Pisa. "Per sopperire, almeno in parte, a questa carenza sono in arrivo sulla tavola degli italiani pomodori, carote, patate e insalata, latte e formaggio, naturali e con un maggior contenuto di iodio". Le patate sono già disponibili mentre gli altri prodotti arriveranno in Italia entro la fine dell'anno. La disponibilità di questi nuovi prodotti è il frutto delle ricerche realizzate dall'Università di Pisa. Nel 2009, in particolare, 70 mucche sono state nutrite con mangime arricchito con iodio in quantità superiori alla norma, ma ampiamente inferiori al massimo consentito dalla legislazione europea. I risultati ci dicono che nel formaggio grana padano prodotto con il latte di queste mucche la quantità di iodio per 100 grammi è aumentato da 36 μ g a 87 μ g - 2,5 volte maggiore. Gli esperti, infine, evidenziano anche un aumento della produttività e un miglioramento della qualità.
Un ulteriore studio dell'Università di Pisa condotto da ricercatori endocrinologi, agrari e veterinari ha dimostrato che, arricchendo il terreno e i concimi con iodio, si possono ottenere vegetali e ortaggi che nascono con quantità di questo elemento naturalmente superiori al normale. E' il caso del pomodoro arricchito, ma anche insalata e carote, che si aggiungono alle patate iodate. E' in fase di studio la possibilità di creare erba geneticamente modificata per il pascolo dei bovini, in modo che gli animali assorbano direttamente con l'alimentazione una certa quantità di iodio che arricchisca naturalmente il latte e anche la carne.
"Lo iodio - ricorda Paolo Vitti - è un componente essenziale per prevenire le disfunzioni legate alla tiroide. Oltre che sulle mucche, a Pisa abbiamo sperimentato pomodori, patate, carote e altri vegetali cresciuti in terreni annaffiati con lo iodio. La terza possibilità è di intervenire con modifiche genetiche in modo che possano assorbire maggiormente lo iodio dal terreno".
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