Il paradosso della chimica: tanto lavoro, pochi studenti
Una facoltà che dà lavoro, ma che attira pochi studenti. È il paradosso della chimica: l'80 per cento dei laureati trova lavoro, con un stipendio di 1.200 euro al primo impiego nel giro di un anno, ma le matricole scarseggiano. Lo confermano all'università di Pavia, dove quest'anno gli iscritti sono lievitati fino a 140, rispetto a una media di 90, in concomitanza però con l'arrivo del test d'ingresso a chimica e tecnologie farmaceutiche
(Il Sole 24 Ore) - 13 ottobre 2011 - La ciambella di salvataggio arriva dall'Unione Industriali della provincia di Pavia e dall'associazione Giovani Imprenditori, che ieri hanno organizzato una giornata nel corso della quale gli studenti delle classi quarta degli istituti superiori hanno avuto la possibilità di incontrare i docenti della facoltà di chimica. «Abbiamo voluto aiutare una facoltà che da sempre è molto presente nel mondo dell'imprenditoria – spiega Annalisa Tocchio, presidente dei Giovani Imprenditori –. Solo in provincia di Pavia esistono 31 industrie chimiche che danno lavoro a circa 1.600 dipendenti. L'iniziativa è nata con lo scopo di fare conoscere i lati meno noti della chimica ai ragazzi. Ad esempio a Pavia ci sono insegnamenti rivolti allo studio della chimica legata all'ambiente e all'ecologia». Proprio una particolare connotazione negativa della chimica è secondo Antonio Poggi, presidente del consiglio d'istituto della facoltà, e Pierpaolo Righetti, tra gli organizzatori della giornata, uno dei fattori che ha influito sulla cattiva considerazione che i giovani hanno della materia. «Troppe volte – spiega Poggi – la chimica è stata associata all'inquinamento oppure all'uso nelle armi. Ma da noi oggi ci sono insegnamenti legati alla conservazione dell'ambiente e all'ecologia». Anche risvolti lavorativi sono positivi. «È una facoltà che dà lavoro – dice Pierpaolo Righetti –. Basti pensare che si parla sia di scienza chimica che di industria chimica. Abbiamo un database di tutti gli studenti e abbiamo un contatto con i nostri laureati che spesso lavorano e tornano in università quando le loro aziende cercano professionisti».
Negli ultimi anni i docenti di chimica hanno cominciato a cercare di far conoscere ai ragazzi delle superiori la loro facoltà e l'idea di una giornata organizzata in collaborazione con l'Unione Industriali e Giovani Imprenditori si colloca in questo quadro. «Da anni – continua Righetti – organizziamo stage estivi in cui invitiamo gli studenti delle superiori, in collaborazione con i nostri studenti ad avvicinarsi alla chimica di base. Cominciano a fare esperimenti e alla fine per i più meritevoli c'è anche un piccolo premio». Ora arriva anche la partnership con il mondo dell'associazionismo industriale, per far conoscere sempre più una facoltà che fino a poco tempo fa era appannaggio di pochi appassionati, ma che può fornire diversi sbocchi lavorativi.
«La chimica rappresenta una grande opportunità per le nuove generazioni – spiega Annalisa Tocchio – sebbene sia una disciplina su cui in Italia si investe meno rispetto alla media europea. Proprio per questo l'Orientagiovani è una occasione preziosa per valorizzare le peculiarità di questa scienza e i suoi numerosi risvolti occupazionali».
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