Il mercato del legname avvia la ripresa
In un panorama dell'edilizia che ancora stenta a ripartire il legno sta reggendo discretamente e con il comparto delle ristrutturazioni traina addirittura una mini ripresa. È questo il quadro emerso durante la recente assemblea annuale di Assolegno che ha fatto il punto sulla situazione della materia prima legno in Italia e nel mondo
(Il Sole 24 Ore) - 06 giugno 2011 - Se da un lato non sorprende il perdurare della crisi negli Stati Uniti e in buona parte dell'Europa, dall'altro si registra una forte crescita di Russia e Cina, sempre più attive nell'acquisire quote di mercato e segherie in altre parti del mondo per garantirsi approvvigionamenti continui e sicuri, ma anche attente a favorire vantaggiosi interscambi come dimostra la crescita del 300% nel 2010 dell'export di tronchi dalla Siberia orientale verso la Cina o l'incremento del 40% nel primo trimestre 2011 delle vendite russe a Cina, Finlandia e Giappone. Da segnalare che quest'ultimo paese, in seguito alle devastazioni del terremoto e dello tsunami del marzo scorso, ha già realizzato in poco meno di due mesi oltre 33mila abitazioni provvisorie in legno e Osb provenienti dal Canada. Numeri importanti, ma ancora lontani dalle oltre 300mila nuove costruzioni previste dal piano del governo e che coinvolgerà sicuramente i fornitori del Sol Levante, Canada e Finlandia in testa.
Se in Estremo oriente le cose stanno andando piuttosto bene per il settore del legno, lo stesso però non si può dire dell'Europa, ancora alle prese con una difficile e lenta ripresa dei consumi, anche se non mancano segnali positivi come dimostrano le statistiche austriache sull'export nei primi due mesi dell'anno: +54,6% per le travi lamellari e +8,7% per i segati (+7,1% verso l'Italia). Più difficile la situazione in Repubblica Ceca dove, dopo i forti aumenti dei mesi scorsi, il legname ha raggiunto gli stessi livelli di prezzo di Austria e Germania, rendendolo poco interessante per le segherie che in diversi casi hanno sospeso le produzioni in attesa di nuovi sviluppi.
Per le segherie centro-europee la situazione è comunque favorevole, in quanto le quotazioni elevate della materia prima raggiunte a gennaio-febbraio hanno invogliato la piccola proprietà forestale ad abbattere, garantendo i rifornimenti, sia pure con qualche problema collaterale. «Da un lato i 110 euro al metro cubo franco arrivo dei tronchi consentono alle segherie rifornimenti costanti – osserva Roberto Tengg, coordinatore del Gruppo resinosi Centro Europa di Fedecomlegno – Dall'altro però la stagionale carenza di tronchi di qualità andante ha messo in difficoltà i produttori di imballaggi».
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