Made in Italy. Federalimentare, dal G20 aspettiamo risposte strategiche
Federalimentare, la Federazione di Confindustria che aggrega 19 Associazioni di categoria per 6500 imprese e 124 mld di euro di fatturato, guarda con attenzione al vertice ministeriale G20 di Parigi e alle discussioni in corso su temi come la volatilita' dei prezzi e il suo impatto sulla sicurezza degli approvvigionamenti alimentari, che - si legge in un comunicato - considera strategici per l'equilibrio dell'economia mondiale ma anche per il Made in Italy alimentare italiano
(Asca) - 23 giugno 2011 - ''Queste dinamiche - spiega Filippo Ferrua, Presidente di Federalimentare - accentuate da tensioni geo-politiche, da fenomeni di temporanea scarsita' delle commodity, oltre che da fattori speculativi, sembrano ormai avere, al di la' delle crisi contingenti, carattere duraturo. E sono indicative di equilibri dei mercati agricoli mondiali strutturalmente precari, con scarsi margini di manovra e compensazione tra domanda e offerta, analoghi a quelli che caratterizzano il settore energetico. Si rende percio' necessario impostare delle politiche della produzione che garantiscano delle soglie minime di auto approvvigionamento. E questo, tanto piu' considerando che la domanda di prodotti alimentari e' destinata ad aumentare in modo sostanziale sia per gli effetti demografici che per la sua composizione''.
''In particolare - continua Ferrua - la forte crescita delle quotazioni delle materie prime alimentari ha nettamente superato quella dei prodotti non alimentari e dei combustibili. Dopo il + 45,3% dell'anno scorso, l'accelerazione delle materie prime alimentari si e' rinforzata all'inizio di quest'anno, fino a un tendenziale del +50% stimato nella prima meta' dell'anno''.
La velocita' d'uscita dell'economia italiana dalla crisi - sottolinea Federalimentare - e' stata infatti rallentata dall'accelerazione delle quotazioni delle materie prime agricole e dei combustibili partita nell'autunno scorso, con conseguenti rimbalzi su costi e prezzi. Ne e' sortita una ripresa graduale dell'inflazione e una rinnovata erosione della capacita' di acquisto delle famiglie, che si e' riflessa sull'andamento dei consumi. L'industria alimentare italiana da questo vertice si aspetta l'individuazione di soluzioni che frenino la speculazione e il sostegno a misure volte ad aumentare la produzione europea mondiale delle materie prime agricole, vista la posizione deficitaria del nostro Paese, in molte filiere agroalimentari.
''Va da se' - spiega Filippo Ferrua - che per sostenere un'agricoltura intensiva e di qualita' come quella italiana , la nuova PAC del dopo 2013 dovra' tornare alle origini, mettendo al primo posto la produzione vegetale ed animale, sia per quantita' che per qualita', l'innovazione tecnologica e la competitivita' dell'agricoltura europea, al di la' dello stesso, importante impegno ambientalistico. Senza margini adeguati per i produttori e' difficile proteggere il valore aggiunto, i target qualitativi, gli investimenti e l'innovazione. E sulla qualita', sul patrimonio produttivo e d'immagine del settore si gioca la partita della competitivita' del sistema agroalimentare italiano''
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