Giappone: mezzo miliardo di Made in Italy alimentare a rischio
Oltre mezzo miliardo di esportazioni di prodotti alimentari Made in Italy sono messi a rischio dalla crisi economica del Giappone che è diventato tra i piu’ importanti mercati di sbocco dei prodotti base della dieta mediterranea
(Ecquo) - 02 maggio 2011 - E’ questo l’effetto sisma-tsunami in Giappone sulla spesa delle famiglie e sulla crescita economica da parte della banca centrale nipponica. A rischio ci sono le esportazioni agroalimentari nazionali che nel 2010 hanno fatto segnare un valore 536 milioni di euro, in aumento del 2 per cento rispetto all’anno precedente. Il prodotto piu’ esportato in valore è il vino con oltre 102 milioni di euro, seguito dalla pasta per 82 milioni, dalle conserve di pomodoro con 70 milioni, dall’olio di oliva con 69 milioni e dai formaggi con 41 milioni di euro. Si tratta principalmente dei prodotti di base della dieta mediterranea per i quali si registra un apprezzamento crescente da parte dei giapponesi nelle case e nei ristoranti dove si sentono però gli effetti economici della catastrofe. Se i primi effetti sull’Italia si sono avuti nel contenimento del numero di turisti dal Giappone durante le festività di Pasqua un ulteriore contraccolpo pesa sulle nostre esportazioni agroalimentari che rappresentano una componente importante delle relazioni commerciali tra Italia e Giappone.
Oltre mezzo miliardo di esportazioni di prodotti alimentari Made in Italy sono messi a rischio dalla crisi economica del Giappone che è diventato tra i piu’ importanti mercati di sbocco dei prodotti base della dieta mediterranea. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’annuncio dell’ effetto sisma-tsunami in Giappone sulla spesa delle famiglie e sulla crescita economica da parte della banca centrale nipponica. A rischio – secondo la Coldiretti – ci sono le esportazioni agroalimentari nazionali che nel 2010 hanno fatto segnare un valore 536 milioni di euro, in aumento del 2 per cento rispetto all’anno precedente. Il prodotto piu’ esportato in valore è – rileva la Coldiretti – il vino con oltre 102 milioni di euro, seguito dalla pasta per 82 milioni, dalle conserve di pomodoro con 70 milioni, dall’olio di oliva con 69 milioni e dai formaggi con 41 milioni di euro. Si tratta principalmente dei prodotti di base della dieta mediterranea per i quali si registra un apprezzamento crescente da parte dei giapponesi nelle case e nei ristoranti dove – continua la Coldiretti – si sentono però gli effetti economici della catastrofe. Se i primi effetti sull’Italia si sono avuti nel contenimento del numero di turisti dal Giappone durante le festività di Pasqua un ulteriore contraccolpo pesa sulle nostre esportazioni agroalimentari che – conclude la Coldiretti – rappresentano una componente importante delle relazioni commerciali tra Italia e Giappone.
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