Dalla direttiva 'emission trading' i fondi da investire nell'economia verde
"Il Piano nazionale di riduzione delle emissioni di Co2 diventerà un piano programmatico e un punto di riferimento del programma politico di ripresa economica", lo ha dichiarato il ministro per l'Ambiente Corrado Clini
(Adnkronos) - 19 dicembre 2011 - "Il Piano nazionale di riduzione delle emissioni di Co2 diventerà un piano programmatico e un punto di riferimento del programma politico di ripresa economica", lo ha dichiarato il ministro per l'Ambiente Corrado Clini nel corso del convegno "Dopo Durban, verso il vertice di Rio+20".
"Subito dopo Natale - ha aggiunto il ministro - ci impegneremo per lavorare a questo piano perché diventi un testo aperto alle proposte che nascono dalla società civile, oltre che dal mondo dell'impresa e dalle forze politiche". A dare forza a questo piano programmatico, il mercato dei permessi di emissione. "Abbiamo stimato che l'acquisto dei permessi di emissione attraverso le aste, previsto dalla direttiva 'emission trading', procurerà all'Italia circa un miliardo, un miliardo e 200milioni di euro l'anno, di cui 500milioni saranno destinati alle politiche di riduzione delle emissioni di carbonio e per avviare una politica positiva di investimenti nella economia verde".
Secondo il ministro, il dialogo avviato a Durban con Brasile, India, Cina, Sudafrica e Messico "è incentrato sulle politiche nazionali sull'efficienza energetica".
In questo senso, la collaborazione con le grandi potenze emergenti può rappresentare una grande opportunità per l'Italia. Da una parte c'è il Sudafrica che, come ricorda il ministro, "ha appena adottato un piano nazionale di efficienza energetica mettendo in moto un meccanismo di revisione della rete che apre le porte a collaborazioni con imprese cinesi ed europee", dall'altra la stessa Cina che "rappresenta un'opportunità per l'Italia perché la richiesta interna supera l'offerta".
Allo stesso modo, "il Brasile sta investendo molto sui biocombustibili di seconda generazione, il cui motore tecnologico è rappresentato dalla chimica verde: una partita molto promettente. Se nei prossimi tre anni - aggiunge il ministro - riusciremo a dare sostanza a qesto partenariato legandolo alla crescita economica, probabilmente nel 2015 l'accordo sarà piu' facile, o riproponendo il modello di Kyoto oppure raggiungendo un accordo vincolante legale sulla falsariga di Montreal e con obiettivi settortiali".
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