Diminuisce il rapporto debito/Pil italiano
La cura del ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti inizia a dare i primi frutti visto che dai dati istat comunicati il rapporto del deficit / pil in italia nel 2010 ha raggiunto quota 4,5 per cento rispetto 5,4 per cento di un anno prima. Un miglioramento significativo, visto che la comunità europea ha concentrato i suoi sforzi propri su tale rapporto in modo che le nazioni più indebitate rientrino subito dal debito e non abbiano problemi eccessivi di ricorso al debito.
(BorsaeDintorni.it) - 05 aprile 2011 - Nel quarto trimestre si è avuto un saldo primario positivo per oltre 3100 miliardi, e ciò ha portato una aumento del pil di circa 0,9 punti percentuali. Nel quarto trimestre, le entrate totali sono scese dello 0,6% su anno, il rapporto tra entrate totali e Pil è stato pari al 53,8%; nel 2010 le entrate totali sono aumentate dello 0,9%, con un'incidenza sul Pil del 46%. Invece le entrate correnti sono aumentate del 2% su anno, per la crescita delle imposte indirette (+2,7%), di quelle dirette (+3,2%) e dei contributi sociali (+1,1%) e il calo delle altre entrate correnti (-3,8%).
Tali dati differiscono leggermente da quelli pubblicati recentemente dal rapporto fiscal monitor del fondo monetario internazionale, che vedeva l’Italia con un rapporto deficit / pil del 4,3 per cento, sempre in calo rispetto all’anno precedente. Tale differenza è dovuta ad alcuni fattori, come i credit swap, che non sono presenti nel calcolo effettuato dall’Istat.
Occorre però riflettere su tali dati in larga scala, visto che comunque l’obiettivo dichiarato della comunità europea è dimezzare il nostro debito pubblico che dovrà passare dall’attuale 120 per cento al 60 per cento, in un ventennio. Tuttavia gli obiettivi sono molteplici ed infatti il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha più volte ribadito che comunque le banche centrali hanno ruoli importanti anche al di fuori di quanto stabilito dalla comunità europea e dalla BCE. Il consolidamento dei bilanci e la crescita economica, quest’ultima favorita dall’ allargamento dei mercati e dall’avere a disposizioni maggiori interlocutori in ambito europeo, sono obiettivi primari per ogni nazione. Tuttavia il rapporto deficit / debito pubblico ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo statale. Attualmente la maggior parte degli stati, compreso quello italiano, si affannano a ridurre la spesa e contenere gli investimenti in modo da avere una diminuzione del rapporto. Tuttavia l’attenzione dovrebbe essere puntata sulla crescita, in modo tale da non effettuare eccessivi tagli di spesa pur mantenendo l’obiettivo della riduzione del deficit imposto dalla comunità europea. Serve un controllo selettivo della spesa, orientato anzitutto dalla distinzione tra ciò che favorisce la crescita e ciò che l'ostacola. Scelte politiche sagge non possono che poggiare su una valutazione capillare degli effetti anche macroeconomici di ogni voce di spesa.
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