Auto: UNRAE, mercato mai così male da 17 anni
Mai cosi' male il mercato dell'auto dall'agosto 1993. Lo rileva il presidente dell'Unrae, Gianni Filipponi che spiega come "i pessimi dati del mercato delle auto nuove di agosto non fanno che confermare il quadro di forte disagio dell'intera filiera che si riflette fortemente anche sulle Reti di vendita, con molti concessionari in difficolta'.
(AGI) Questo e' un ulteriore negativo aspetto del notevole calo delle vendite, che - come gia' da noi evidenziato - incidera' anche sul gettito fiscale, con una contrazione che valutiamo attorno ai 2 miliardi di euro".
In termini statistici, un risultato delle immatricolazioni peggiore di quello dell'agosto 2010 fu quello registrato nell'analogo mese del 1993, con 66.513 targhe. A questi dati, che danno la misura dello stato depresso della domanda, si va ad aggiungere il quadro altrettanto depresso della raccolta ordini, frutto dello scambio di informazioni fra Anfia e Unrae: circa 73.000 (-20%) nel mese e 1.130.000 (quasi il 24% in meno) nell'intero periodo. "La ridotta raccolta di nuovi ordinativi - sottolinea Filipponi - fa emergere con maggiore chiarezza il pessimo trend del mercato, destinato a deteriorarsi ulteriormente nella parte finale dell'anno, che si stima si possa concludere con una raccolta inferiore di almeno 650.000 ordini rispetto al 2009, con pesanti riflessi occupazionali sull'intera filiera dell'automobile in Italia. Tutto cio', in presenza di uno scenario interno ed europeo che stenta a mostrare coerenti segnali di ripresa, mentre le aspettative negative trovano conferma anche nella flessione degli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese". Esaminando i dati di mercato di agosto, gli analisti dell'Unrae sottolineano come la flessione del 20% dell'andamento complessivo del mercato sia il risultato mediato di una piu' pesante contrazione degli acquisti dei privati (-28,5%), rispetto ad un incremento del 33% dei noleggi e dell'8,2% delle immatricolazioni a societa'; le autovetture con motorizzazioni tradizionali (benzina e diesel) abbiano evidenziato una flessione del 4,2%, mentre quelle a basso impatto ambientale (gpl, metano e ibride) denunciano una riduzione del 64% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; rispetto ad una contrazione delle vendite nelle regioni settentrionali, inferiore alla media del mercato, si registri un crollo delle immatricolazioni del 33,3% nell'Italia meridionale e del 28,7% nelle isole, proprio laddove risulterebbe piu' efficace l'attuazione di un programma di rinnovo del vecchio parco circolante.
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