Allarme margini per le Pmi
Supereuro e materie prime gravano su tessile, chimica e alimentare
(Il Sole 24 Ore) - 04 aprile 2011 - «Giusto ieri mi sono arrivati i nuovi listini. Brutta storia. Aumenti compresi tra il 10 e il 15%. E io che faccio? Me lo dica lei. Mica posso rifarmi completamente sulla clientela!». Marco Belisario, amministratore unico della Belisario Srl, confezione di camicie su misura dell'area vestina, in Abruzzo, un milione e mezzo di fatturato e 22 dipendenti, è abbastanza disperato. La sua materia prima di riferimento, il cotone, è quella che ha subito gli aumenti più drammatici. E il suo cotone deve essere di prima qualità. Quindi, come dice lui, davvero una brutta storia. La sua testimonianza, quella di altri imprenditori e associazioni di categoria fanno capire che i margini e il fatturato delle nostre imprese sono nuovamente in pericolo a causa dell'effetto combinato del super-euro e della fiammata sulle materie prime.
L'allarme l'ha suonato Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria, sul Sole 24 Ore di ieri: se le commodities continueranno a crescere ai ritmi attuali, ha detto, allora bisognerà vedere al ribasso le stime di crescita per quest'anno. E si scivolerà inesorabilmente sotto il già modesto 1%.
I grandi si difendono con strumenti (costosi) di copertura finanziaria, spesso contratti futures, che si possono permettere in virtù della loro massa critica e delle loro economie di scala. E i meno grandi? «Con quello che io definisco il metodo più vecchio del mondo: efficienza, efficienza e ancora efficienza», dice Angelo Brunelli, amministratore delegato della Mantero, nome storico del tessuto in seta, materia prima che solo negli ultimi dodici mesi ha subito un rincaro del 50%: «L'impatto è considerevole poiché la seta rappresenta una componente importante dei nostri costi, circa il 25-30%. Oltre ai fattori meteorologici, alla crescita della domanda nelle grandi economie asiatiche, noi dobbiamo scontare una ragione strutturale per l'aumento dei prezzi, legata ai mutamenti socio-economici vissuti dalla Cina: sempre più contadini emigrano verso le città e sono sempre meno quelli che vogliono dedicarsi alla produzione della seta».
Oltre al miglioramento dell'efficienza la Mantero, 70 milioni di fatturato di cui due terzi all'estero, e 480 dipendenti, cerca di recuperare l'erosione dei margini attraverso forme semplici di copertura, come gli acquisti più ingenti di materia prima, da stoccare nei magazzini, rispetto alla norma. L'altra idea, ancora a livello pre-embrionale, è la diversificazione geografica degli approvvigionamenti, che significa America Latina e in particolare Brasile.
François Tomei, direttore generale di Assocarni, settore colpito per via del rincaro del frumento, quindi dei mangimi, ritiene che l'aumento non sia soltanto figlio della speculazione o della componente atmosferica: «Di fondo resta una domanda molto sostenuta, dovuta alla crescita dei consumi nelle grandi economie asiatiche. Per ora è impossibile scaricare a valle i costi, che quindi restano nella pancia dei due attori della filiera, gli allevatori e l'industria delle carni. Gli aumenti della materia prima di riferimento per il settore hanno in pratica già eroso tutti i premi derivanti dalla politica agricola comunitaria».
di Attilio Geroni e Franco Sarcina
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