Si sblocca l'investimento Ikea a Pisa
Dopo aver rischiato di sfumare, l'investimento da 60 milioni di Ikea a Pisa imbocca la corsia di sorpasso: giovedì il Consiglio comunale della città toscana ha adottato la variante urbanistica che permetterà alla multinazionale dei mobili di realizzare il negozio italiano numero 21 (dopo i 19 già aperti e quello di Pescara che sarà pronto in agosto) e di mettere, una volta per tutte, una pietra sopra alla "disavventura" di Vecchiano
Quella localizzazione, sempre in provincia di Pisa, era stata la prima scelta di Ikea che però, dopo aver atteso invano per sei anni le autorizzazioni comunali, nel maggio scorso aveva annunciato di rinunciare all'investimento. Quel che è successo nei mesi seguenti è una rincorsa affannosa della Regione Toscana a recuperare l'intervento che vale più di 300 posti di lavoro, con l'incontro tra il presidente Enrico Rossi e l'amministratore delegato di Ikea Italia, Lars Petersson, al quale sono state proposte addirittura quattro location alternative, tutte tra Pisa e Livorno dove Ikea aveva detto di volersi insediare. In settembre la multinazionale svedese ha scelto l'area dei Navicelli, nel comune di Pisa, e ha avviato le pratiche per aprire il negozio da 32mila metri quadrati. Ora, col primo via libera da parte del Comune,il presidente Rossi annuncia: «Fra sei mesi potranno essere rilasciate le concessioni, e nel 2013 il negozio sarà realizzato». Ikea ringrazia il presidente (pisano) della Regione e il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e ammette: «Se le concessioni arriveranno davvero entro agosto la procedura autorizzativa si concluderà in meno di un anno e sarà la più breve mai sperimentata in Italia. Tutto questo, naturalmente, se non consideriamo la precedente attesa a Vecchiano». L'attesa di sei anni è la macchia che la Toscana vorrebbe cancellare in fretta, ma che il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, nelle settimane scorse ha mostrato addirittura nelle aule di Bruxelles, additando la regione di Dante come esempio negativo dei tempi d'attesa che deve sopportare chi vuole investire in Europa, a differenza - ha aggiunto - degli otto mesi che sono sufficienti in Cina. Il presidente Rossi - che all'epoca della fuga di Ikea da Vecchiano aveva tuonato contro l'incapacità delle amministrazioni locali e della Regione nell'assicurare un quadro di certezze amministrative - ha replicato duramente a Barroso («Non permetto a nessuno di denigrare la Toscana») e gli ha scritto di aver già rimediato all'intoppo. L'adozione della variante urbanistica da parte del Comune di Pisa (col voto della maggioranza di centrosinistra, Sel e Terzo polo e l'astensione del Pdl) apre ora il periodo delle osservazioni, che sarà seguito dall'approvazione definita e poi dal rilascio delle concessioni che daranno il via ai cantieri. Tutti sembrano aver voglia di dimenticare in fretta: «In Toscana abbiamo tempi europei per gli investimenti», dice ora Rossi.
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