Caccia ai capi firmati negli outlet tricolori
La loro è una presenza attesa, ormai, anche dove non te lo aspetti: «Abbiamo il menù in cirillico», chiarisce un cartello sulla porta di un ristorantino nel centro di Aosta
L'amore storico dei russi per l'Italia dilaga oltre le grandi città d'arte e le spiagge della Romagna, approfondisce interessi culturali ed enogastronomici in regioni e settori di nicchia. E fa sentire sempre più il proprio peso in termini di acquisti: non a caso sotto Natale, nei negozi del centro, sono richiestissime le commesse che sappiano cavarsela con la lingua russa. Ormai non si tratta più solo dei grandi ricchi nati dalla liberalizzazione dell'economia: «Il benessere di fasce sempre più ampie della popolazione russa – spiega il Console Generale d'Italia a Mosca, Enrico Nunziata – ha allargato la fascia dei turisti che si recano nel nostro Paese alla classe media», con il contributo di un «maggior numero di connessioni aeree per l'Italia, anche con voli charter dalle principali città russe, e l'offerta di pacchetti turistici a costi ormai accessibili ai più». Nel 2011 il Consolato italiano a Mosca ha rilasciato 562.082 visti d'ingresso Schengen per l'Italia a cittadini russi, un incremento del 28% rispetto al 2010. Di questi, i visti per turismo sono stati 515.033. «La ragione principale per cui i russi scelgono l'Italia – spiega l'Ufficio di Mosca del l'Enit, l'Agenzia nazionale del turismo – è il patrimonio culturale, i monumenti storici e la cucina, le spiagge e le stazioni sciistiche: e, naturalmente, le infinite opportunità di shopping, un paradiso divenuto parte indispensabile del viaggio». Un sogno che ormai si tende a vivere in diretta: «Non esiste più – prosegue l'Enit di Mosca – il fenomeno degli anni 90, quando tanti russi partivano per l'Italia e acquistavano merce da rivendere in patria». L'Organizzazione mondiale del turismo (Unwto) colloca la Russia al nono posto tra i Paesi più attivi nello spendere all'estero: 26,5 miliardi di dollari spesi nel 2010, mille dollari a testa. In Italia, i russi sono al primo posto tra i cittadini extra-Ue negli acquisti di lusso tax free. E in misura crescente, i loro soldi acquisiscono un peso crescente sul fatturato degli outlet, il 33% nel 2010 rispetto al 16% dei cinesi. Nel 2011 i visitatori russi negli shopping mall d'Italia sono aumentati del 62%. È un canale distributivo assunto al rango di attrazione nazionale alla pari dei musei, agli outlet vengono dedicate guide e pacchetti turistici esclusivi. Il mezzo principale per organizzare un viaggio, spiegano Enrico Nunziata ed Enit, resta quello delle agenzie, anche se molti ormai si gestiscono da soli via Internet. E su Internet le occasioni non mancano: per 933 euro, per esempio, Italiatour offre "Shop tour a Milano", quattro giorni con trasferimento in autobus all'outlet di Serravalle e un pomeriggio nei dintorni di via Montenapoleone con shopping assistant personale, russofono naturalmente. Basterebbe leggere il commento entusiasta di una turista per convincersi: «Tornati in albergo pieni di pacchetti – scrive – eravamo indescrivibilmente felici. Mi sono chiesta, tornerò mai in quell'outlet? Ho sorriso a me stessa, naturalmente sì!».
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